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biografia

 - BARBARA ERRICO

                                
 
BIOGRAFIA:
 
 
- ho studiato:
- canto lirico con il maestro Bruno Sebastian
- canto moderno e Jazz 
- chitarra  blues e fingerpicking
- pianoforte
- teoria musicale e teoria di solfeggio cantato
- recitazione e teatro

Ho frequentato numerosi corsi, seminari e laboratori di canto tra i quali:

- Umbria Jazz corso di canto tenuto dal maestro  Bob Stoloff
(insegnante di canto presso la Berklee College of Music in Boston)

- Seminario con Jay Clayton
(insegnante alla Facoltà di Jazz presso il "Cornish College of the Arts" a Seattle, Washington)

- Seminario con Norma Winstone
affermata cantante Jazz

- Seminario con il musicista Enrico Rava
affermato musicista Jazz

- Seminario di canto GOSPEL con Cheryl Porter
affermata cantante Gospel

Nel 2001 sono stata selezionata a livello nazionale dal maestro Giorgio Gaslini per partecipare al Jazz WORKSHOP “Corso di alto perfezionamento orientato alla musica Jazz”tenuto direttamente da lui a Villa Gomes di Lecco.

Nel 2008 ho frequentato il laboratorio: "SING VOCAL POWER"
(LA TECNICA VOCALE nei vari stili:Blues, Jazz, Musical, Pop, Rock, Country, R&B, ecc.) tenuto dall'insegnante Elisabeth Howard (Vocal Coach di Sting e dei Police ai Grammy Awards di Los Angeles 2007) fondatrice e Direttrice della Vocal Power Academy docente e direttrice della VOCAL POWER ACADEMY docente presso la facoltà vocale della Pepperdine University, in Malibù, California

Nel 2008 ho frequentato, presso il Conservatorio “G. Frescobaldi di Ferrara il corso professionale di canto tenuto dal maestro Serge Wilfart  secondo il  metodo della Pneumafonia di Serge Wilfart.
(Serge Wilfart: Primo premio di canto e arte lirica al Conservatorio Reale di Bruxelles,  Titolare della classe di canto del Conservatorio di Roubaix, insegnamento respiro e voce dal 1973 e Creatore del metodo Serge-Wilfart)

Ho seguito il corso di VOCE E CONSAPEVOLEZZA CORPOREA “Cantare con tutto il corpo” tenuto dal maestro Paolo Loss (insegnante di canto e cantante lirico)  e Bettina von Hacke (insegnante metodo Feldekrais)

Ho seguito il laboratorio corale CircleSong -gennaio 2011 -  con il maestro Albert Hera


 

Ho partecipato al VIII Convegno "La Voce Artistica" Ravenna, Teatro Alighieri 20-23 ottobre 2011



Titolo di studio:
diplomata in fisioterapia
specializzata nell'uso del diaframma nel canto e la postura del cantante

Sto completando la formazione in psicofonia presso l'Associzione di Arti Terapie con la dott.ssa Elisa Benassi unica psicofonista in Italia

INSEGNANTE ABILITATA ALL'INSEGNAMENTO DELLA TECNICA VOCALE Estill Voice Training - Voicecraft (E.V.T.S.) 
con la dott.ssa  Elisa Turlà ed il maestro Alejandro Martinez



Attività collaterali:
Negli anni 80 ho partecipato alle rappresentazioni teatrali, in qualità di attrice, con la compagnia teatrale "Teatro All'Aria" diretta dal registra di teatro Claudio De Maglio, direttore dell'Accademia di Teatro Nico Pepe

Ho frequentato nel 2000 il seminario/performance con il LIVING THEATRE tenuto da Judith Malina 
(31 luglio, 1, 2, 3 agosto e performance finale il 4 agosto) 
 
 
 

 

Riconoscimenti

Riconoscimenti - BARBARA ERRICO

  VINCITRICE DELLA NOMINATIONA ALL'ITALIAN JAZZ AWARDS 2011 (Oscar della musica italiana) per la categoria BRAND NEW JAZZ ACT 2011

 votata tra ledieci  migliori  cantanti Jazz nella rivista JAZZ IT  AWARD  2010 

 Presidente dell'Associazione culturale  "IN TANTOCANTO" 

Associazione culturale femminile formata da cantanti 
della Regione Friuli Venezia Giulia

Organizza i WORKSHOP di canto per la rassegna Jazz "Udin&Jazz" dal 2009
 

Concerti organizzati dall'Associazione:
"CALENDIDONNA" 2006, 2007 e 2008 
Manifestazione dedicata alle donne e promossa dal Comune di Udine. 

Calendidonna 2006
http://www.comune.udine.it/opencms/opencms/
release/ComuneUdine/cittavicina/arte/archivio-eventi/2006/
calendidonna06/index.html?style=1&lang=it

Calendidonna 2007 
http://www.comune.udine.it/opencms/opencms/release/
ComuneUdine/cittavicina/arte/archivio-eventi/2007/
calendidonna2007/index.html

Calendidonna 2008
http://www.italiagiappone.it/geisha_no_geisha.pdf

 


Socia di altre Associazioni culturali:

- MUSICISTI TRE VENEZIE 
Presidente Rocco Burtone

- MUSICA E TEATRO
Presidente dott.ssa Anna Pellegrino
 

interviste

interviste - BARBARA ERRICO


Presentata nella  trasmissione (radiofonica e online)  AnimaJazz specifica di musica Jazz, ideata e curata da Bruno Pollacci.

All'interno della trasmissione trovano spazio tutte le poliedriche "anime" del Jazz, da quella tradizionale a quella contemporanea d'avanguardia e di ricerca, non trascurando le cosiddette "contaminazioni", siano esse provenienti dal "Rock", dal "Blues", dall'"Etnica" o dalla "Classica". Ogni appuntamento radiofonico settimanale è arricchito da uno "spazio intervista" che permette di approfondire l'approccio con musicisti di riconosciuta notorietà nazionale ed emergenti di talento.

http://www.animajazz.it/modules.php?name=News&file=article&sid=819

http://www.animajazz.it/modules.php?name=News&file=article&sid=894

http://www.animajazz.it/modules.php?name=News&file=article&sid=987



 - BARBARA ERRICO

ALCUNE RECENSIONI PER IL CD "ENDRIGO IN JAZZ"

4 ARTS E ROMA IN JAZZ
DI ANDREA VALIANTE


CD "Endrigo In Jazz"

 L’anima della parole. Omaggio a Sergio Endrigo
Dove il jazz incontra la musica popolare: Pathos e magia nell’ultimo lavoro di Barbara Errico Un omaggio sentito e attento quello proposto dall’eccellente vocalist Barbara Errico per l’etichetta Koiné nella collana dedicata alle voices della casa discografica Dodicilune:  sostenuta da un orchestra composta da strumentisti di indiscutibile livello tecnico come Luca Grizzo, Bruno Cesselli, Salvatore Russo e lo storico bassista degli Area Ares Tavolazzi , disegna una raffinata ed elegante interpretazione, completamente a tinte blue, delle composizioni dell’indimenticato cantautore istriano.

Cantante, compositore ma soprattutto poeta dal pathos profondo e fortemente popolare, Endrigo è entrato a giusto merito nella storia della canzone italiana per aver scritto brani senza tempo quali “Io che amo solo te”, “Era d’estate”, “Adesso sì”, “La rosa bianca” e “Dimmi la verità” firmando,  nella sua lunga carriera, collaborazioni eccellenti con autori di rilievo internazionale come Vinicius de Moraes, Toquinho e Luis Bacalov.

Spinta dall’amicizia che la legava all’artista di Poli, verso il quale ha sempre nutrito grande stima e considerazione, Barbara Errico si dedica ad  un lavoro tutt’altro che semplice: reinterpretare brani così popolari, scomponendoli e ricomponendoli seguendo nuovi canoni compositivi; compito arduo e scivoloso che richiede un’immersione totale nei sentimenti e nelle emozioni originariamente trasmessi dai brani di Endrigo, nonché una conoscenza ampia e completa delle strutture armoniche del jazz classico.

Questi elementi sono gestiti dalla vocalist di Udine con grande consapevolezza e padronanza della situazione, sia dal punto di vista filologico sia dal punto di vista dell’interpretazione vocale, ove i suoi luminosi e avvolgenti vocalizzi, ispirati alla tradizione canora di Peggy Lee, Nina Simone e Sarah Vaugan, così bene si confanno alla poetica di Endrigo.

In questo senso le strutture del pentagramma appaiono sicure e lineari, ariose e intense, leggere visioni che colpiscono il cuore dell’ascoltatore con un mood caldo e suadente. Nella costruzione armonica è il pianismo pulito e aggraziato di Bruno Cesselli a levigare la forma di tutti i brani, facendo da collante fra gli elementi dell’orchestra.  E’ il suo tocco delicato in “Io che amo solo te” a decidere l’intensità e le movenze dell’intero brano, anche più della stessa vocalist, eseguendo le linee melodiche per alchemici ambienti sonori.

Davvero importante risulta, per definire la composizione della tracklist con una valida alternativa melodica, la partecipazione del chitarrista Salvatore Russo che, nei brani “La Rosa Bianca” e “Poema negli occhi”, dimostra una capacità esecutiva di sicuro spessore.

Nell’insieme questa registrazione dimostra un disegno completo, chiaro, lucido, che non lascia spazio ad incertezze esecutive. Nella sua lavorazione Barbara Errico ha agito con attenta circospezione, ricostruendo ogni brano con uno stile personale, dei sentimenti del tutto nuovi ed una padronanza canora di altissimo livello. L’omaggio è tanto più significativo in quanto la vocalist non cerca imitazione  (e non ve n’è traccia in nessun brano del disco), muovendosi piuttosto alla ricerca di una strada propria, personale, che possa rendere ( e vi riesce senz’altro) questa  celebrazione ancora più preziosa.

di Andrea Valiante

  

RECENSIONE SU NEAPOLIS JAZZ
http://www.neapolisjazz.net/index.php?module=CMpro&func=viewpage&pageid=227

 cura di Paola Ingletti

BARBARA ERRICO
"Endrigo in Jazz" KOINÈ

KNÈ 010

endrigo_in_jazz 

 

Sergio Endrigo, un cantante-poeta... mi viene spontaneo accostare il suo nome a quello di altri grandi autori come, Luigi Tenco, Gino Paoli, Fabrizio De Andrè, Giorgio Gaber, Bruno Lauzi, solo per citarne alcuni. Ebbene, durante la seconda metà degli anni '60, questi giovani musicisti sono uniti da un obiettivo comune: portare una ventata di aria nuova all'interno della stanca, ripetitiva e spesso banale, realtà della canzone italiana. Endrigo emerge dalla nicchia dei cantautori, per la personalissima vena poetica, sempre delicata e raffinata, velata da un'aura malinconica, non facilmente compresa dal grande pubblico. Un'aura malinconica che probabilmente è il frutto della lunga collaborazione con importanti nomi della canzone brasiliana, da Vinicius De Moraes a Toquinho, Chico Buarque de Hollanda... Un autore originale dunque, fuori dagli schemi, che non cerca il successo a tutti i costi ma che prosegue per la sua strada con coerenza e convinzione, nel corso della lunga carriera. Barbara Errico, raffinata interprete, ci propone una versione ‘Jazz' di alcuni dei maggiori successi di Sergio Endrigo e con la sua voce, sostenuta e accompagnata da Bruno Cesselli al pianoforte, da Ares Tavolazzi al contrabbasso e da Walter Paoli alla batteria, ci consente di fare un tuffo nostalgico tra le melodie e le liriche di un artista troppo presto dimenticato. Scorrendo tra le tracce del disco, è facile rendersi conto che la Errico nutra un profondo rispetto nei confronti delle canzoni che affronta e che probabilmente interpreta volutamente nel modo più semplice possibile, senza fare sfoggio di inopportuni virtuosismi tecnici ma al contrario, facendo scivolare la sua voce così, in modo sobrio e lineare. In tal modo hanno la possibilità di emergere le liriche dei brani: vere e proprie perle di poesia, sempre caratterizzate e avvolte dalla misteriosa aura malinconica precedentemente menzionata e che sono lo specchio sincero di quel ‘mal d'amore' incessantemente vissuto da Endrigo. Un esempio palese è Lontano dagli occhi, il famosissimo successo presentato a Sanremo nel'ormai lontano 1969; se la versione di quei tempi, eseguita da Mary Hopkin, poteva risultare eccessivamente appesantita dalla presenza degli archi, al contrario questa di Barbara Errico è misurata e agile, affrontata con estrema grazia, arricchita dai preziosi accompagnamenti e momenti di ‘solo' del pianoforte e del contrabbasso di due virtuosi, quali Cesselli e Tavolazzi.
Soffermiamoci solo un istante sul testo: " Che cos'è? C'è nell'aria qualcosa di freddo che inverno non è. Che cos'è? Questa sera i bambini per strada non giocano più. Non so perché l'allegria degli amici di sempre non mi diverte più. Uno mi ha detto che lontano dagli occhi, lontano dal cuore, e tu sei lontana, lontana da me".
La metafora del freddo e dell'inverno servono a Endrigo per esprimere lo smarrimento che prova dentro di sé, provocato dall'allontanamento della donna amata che gli spezza il cuore. Nessuno può regalargli un po' di allegria: né i bambini che sembra partecipino al dispiacere non giocando più in strada, né gli amici di sempre, sagome inutili e indifferenti agli occhi di chi scrive.
La vocalità di Barbara, appunto perché essenziale e priva di inutili virtuosismi, è in grado in qualche modo di ricreare l'atmosfera intimistica e meditativa voluta dal significato testuale e l'arrangiamento jazz si fonde con le parole in modo eccellente ed efficace, lasciandoci immergere in un'atmosfera di suoni garbati e tenui. Splendida anche la rivisitazione di Io che amo solo te, in particolare per il ‘tocco' pulito, limpido, delicato del pianista che guida la cantante nella linea melodica e che materializza una sorta di intensa visione, capace di colpire il cuore al primo ascolto. In Adesso sì, successo del Sanremo '66, ritorna il tema della lontananza, motivo spesso ricorrente all'interno delle liriche dell'autore, nonché causa di dolore: "Adesso sì, adesso che tu vai lontano sono acqua chiara le nostre lacrime e non servono più".
Canzone per te, del Sanremo '68, La rosa bianca, Era d'estate, Aria di neve... insomma, dodici brani scelti tra il vasto repertorio di Endrigo, in cui le melodie appaiono senz'altro modificate ma mai stravolte dai musicisti che si avvicinano ad esse con rispetto, circospezione ed eleganza. Dodici brani, da ciascuno dei quali fuoriesce la padronanza tecnica della cantante, nonché il suo stile personale e forse è proprio questa la peculiarità principale da rilevare: la ricerca di un prodotto nuovo, originale, unita al ricordo di un grande artista che tanto ha dato alla storia della canzone italiana. Un ‘alito di Jazz', un sofisticato omaggio per Sergio Endrigo.

Brani:

01. Adesso si
02. Lontano dagli occhi
03. Perchè
04. La rosa bianca
05. Canzone per te
06. Era d'estate
07. Aria di neve
08. Poema degli occhi
09. Dimmi la verità
10. Chi sei
11. Questo amore per sempre
12. Io che amo solo te

Musicians:

Barbara Errico, voce
Bruno Cesselli, piano
Ares Tavolazzi, contrabbasso
Walter Paoli, batteria
Luca Grizzo, percussioni
Massimo De Mattia, flauto alto
Mirko Cisilino, flicorno
Roberto Rossetti, clarinetto basso
Salvatore Russo, chitarra acustica (4, 8)
Arrangements by Bruno Cesselli




RECENSIONE SU JAZZITALIA
http://www.jazzitalia.net/recensioni/endrigoinjazz.asp

Barbara Errico
Endrigo in jazz



Dodici lune-Koinè 2010

1. Adesso si
2. Lontano dagli occhi
3. Perchè
4. La rosa bianca
5. Canzone per te
6. Era d'estate
7. Aria di neve
8. Poema degli occhi
9. Dimmi la verità
10. Chi sei
11. Questo amore per sempre
12. Io che amo solo te

Barbara Errico - voce
Bruno Cesselli - piano
Ares Tavolazzi - contrabbasso
Walter Paoli - batteria
Luca Grizzo - percussioni
Massimo De Mattia - flauto alto
Mirko Cisilino - flicorno
Roberto Rossetti - clarinetto basso
Salvatore Russo - chitarra acustica (4, 8)
Arrangements by Bruno Cesselli
 



Via Ferecide Siro 1/e
73100 LECCE
Tel. +39 0832.091231 - 0832.092478
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Sergio Endrigo ha rappresentato una delle voci più importanti della canzone d'autore italiana. La sua attività è iniziata negli Anni Sessanta ed è proseguita nel tempo, anche se dagli Anni Ottanta in poi le sue incisioni, servite da una distribuzione insufficiente, non hanno ottenuto il riconoscimento che pur meritavano, sia da parte del pubblico che della critica. Barbara Errico realizza questo CD attingendo ai quarantacinque giri e ai long playings degli anni Sessanta e Settanta, selezionando un buon numero di brani di successo, di riscontro popolare oltre ad alcune opzioni più sfiziose, care soprattutto ai cultori del cantautore di Pola. La sua frequentazione del songbook endrighiano ha un precedente nel 2004 grazie alla partecipazione, accanto ad altri musicisti, a"Cjantant Endrigo", disco piuttosto inconsueto poiché contiene pezzi celebri tradotti in friulano dell' ingiustamente definito "cantante triste". Va detto, infatti, che l'attribuzione di un carattere cupo o malinconico fanno torto ad un artista dotato, invece, di uno spiccato "sense of humor", formidabile, fra l'altro, nel raccontare divertenti aneddoti.  Questa volta la cantante udinese è da sola e, grazie al contributo determinante per gli arrangiamenti di Bruno Cesselli, confeziona un disco affascinante e di gusto raro.
 
Nei confronti del repertorio scelto si sono adottati alcuni criteri di fondo. Innanzitutto si è evitato di mettere in evidenza il lato "drammatico", in generale, dei testi, prediligendo una lettura secca, asciutta, priva di pathos, ma anche di compiacimento. Le parole sono quasi svincolate dal significato letterale; sono rese come frasi musicali. Disegnano una idea melodica ben articolata su un ricco sottofondo armonico. Nella versione originale le canzoni hanno, invece, un andamento oscillante, ondivago, attraverso una partenza "lenta", un crescendo di tono e un ritorno ad atmosfere più riflessive. L'esecuzione della Errico non contiene questo saliscendi emotivo, dal basso verso l'alto, ripresa e ritorno. E' incardinata verso il centro e questa interpretazione-non interpretazione si rivela un punto di forza del disco. Viene in mente, a questo proposito, la rilettura di "Almeno tu nell'universo" da parte di Elisa per la colonna sonora di "Ricordati di me", film di Gabriele Muccino. Come dichiarato in un'intervista, la stessa cantante friulana ha rinunciato al confronto diretto con Mia Martini, limitandosi ad esporre il motivo in maniera quasi impersonale, senza caricarlo della passionalità viscerale dispensata dalla sfortunata sorella di Loredana Bertè.

Barbara Errico ama, poi, i ritmi brasiliani, come il suo omaggiato del resto. Perciò, accanto alla proposta di brani a firma pure di Toquinho e De Moraes, tratti per la maggior parte da "La vita, amico, è l'arte dell'incontro", bellissimo album del 1969, ha inserito atmosfere sudamericane in diversi pezzi, conferendo un clima latino in prevalenza a una consistente parte delle tracce.
Da tutti questi accorgimenti, le canzoni, pur mantenendo la loro fisionomia, acquistano qualche elemento di novità. Il jazz conferisce, a volte, un retrogusto gradevole e inedito a un repertorio mai datato, ma sempre vitale e straordinariamente fresco.

Bruno Cesselli, oltre al suo ruolo fondamentale nell'organizzazione musicale, si conferma pianista sensibile, attento alle sfumature e pronto a cambiare le dinamiche, quando occorre. In sintesi: è perfettamente calato nel ruolo a lui affidato. Ares Tavolazzi è una sicurezza. Ha un timbro rotondo con il basso e la capacità di elaborare assoli melodici di convincente spessore. Walter Paoli si intende ad occhi chiusi con il suo partner della ritmica. E' particolarmente efficace, ancora, nell'utilizzo delle spazzole per un accompagnamento accorto e corrispondente alle intenzioni della band leader.

La Errico, come detto, pone la sua voce a servizio del progetto. Non ricama, non infioretta per dimostrare quanto è brava. C'è, ma non vuole sovraesporsi. Quando esce con qualche breve passaggio "scat", in due soli brani, lo fa con grazia e quasi con pudore.

Sono impiegati con parsimonia gli altri componenti del gruppo. E' il trio jazz a occupare la maggior parte degli spazi. Fra gli altri, comunque, si segnalano Massimo De Mattia per un bel solo con il flauto ipersoffiato e il chitarrista Salvatore Russo, prezioso cesellatore ne "La rosa bianca".

Sono particolarmente riuscite, poi, le versioni latineggianti di "Adesso sì", incisa negli anni sessanta anche da un giovanissimo Lucio Battisti e di "Dimmi la verità", canzone non molto nota, ma con una inciso accattivante e un bellissimo ritornello, trasformata da un trattamento " a togliere", a ridurre l'impatto sentimentale del brano. Non si può non menzionare, infine, una "Io che amo solo te" pregna di uno swing-soft e una felice e intensa "Poema degli occhi".

In conclusione un cd che segue una tendenza piuttosto diffusa, quella di "vestire in jazz" il repertorio di cantautori o di pop star. Barbara Errico e i suoi musicisti rifuggono dalla rilettura distorta, che vada oltre le premesse, per proporre in fin dei conti qualcos'altro, come evitano la lettura troppo letterale e "leggera". Sono fedeli al titolo individuato e seguono il loro programma con coerenza e in modo elegante.

Gianni B. Montano per Jazzitalia